“Immagini di prenotare una vacanza, trascorrerla e, al ritorno, decidere quanto vuoi pagarla?
Questo è quello che ti proponiamo questa settimana su Atrápalo.
Abbiamo selezionato più di 300 prodotti per mettere in pratica un nuovo modo di viaggiare: parti e, quando torni, ci dici quanto credi sia giusto pagare.
Perché? Probabilmente quest’estate molte destinazioni turistiche rimarranno vuote o non al completo e ci pare che questo non abbia molto senso. Tutti meritano di farsi delle vacanze o, almeno, un paio di giorni di ferie. Inoltre, crediamo che la gente sia onesta così…Vediamo se funziona e se ne avremmo tanto di guadagnato”.
Così il portale spagnolo Atrapalo.com presentava quest’estate la sua iniziativa “pay what you like - paga quanto vuoi,” con la quale permetteva ai suoi utenti di prenotare una vacanza e decidere una volta ritornati qual’era il giusto prezzo da pagare . Il solo obbligo per l’utente era quello di dover scegliere tra un numero limitato di prodotti selezionati dal portale. Come era prevedibile l’idea ha letteralmente spopolato in Spagna, gli utenti che hanno preso d’assalto il portale. Una trovata che quindi ha riscosso un notevole successo in termini di promozione, bisognerà vedere però se l’iniziativa si è verificata veramente vantaggiosa anche da altri punti di vista. Il paga quanto vuoi è una formula che è stata già sperimentata in altri settori pensiamo ai Radiohead che nel 2007 un pò per combattere la pirateria un pò per tentare di rivoluzionare il mercato, pubblicarono il loro album “In Rainbow” on-line dando la possibilità all’utente di scaricarlo e decidere liberamente quanto pagare … l’iniziativa si è rilevata però un flop 3 fans su 5 non hanno versato nemmeno un centesimo mentra la media dei ricavi è stata di 2,28 sterline ad album. Sicuramente il discorso è molto diverso anche perchè per quanto riguarda la musica gli utenti on-line già scaricano gratuitamente (illegalmente) i loro brani preferiti quindi appellarsi alla loro onestà era un discorso alquanto difficile da applicare. Questo è stato uno dei casi più famosi dell’applicazione del modello “paga quanto vuoi” ce ne sono tanti altri sopratutto in quello che è il mercato del digitale (mp3, software, games..etc) ma sicuramente il discorso è completamente diverso perchè una formula del genere in questi casi garantisce un maggiore diffusione e un maggiore volume di vendita quindi talvolta può anche rivelarsi una strategia vincente mentre per il mercato turistico non è proprio così. C’è da dire che anche alcuni ristoranti utilizzano da anni questo modello, per esempio il Wiener Deewan a Vienna, dove i prezzi per le bevande sono fissati, mentre non lo sono quelli dei pasti o anche l’Osteria del fabbrolo di Rimini che recentemente ha adottato questa formula in alcuni giorni della settimana. Insomma tornando al caso Atrapalo, ci sono tanti interrogativi rispetto alla reale applicazione di un modello del genere per la vendita di servizi turistici, quanto l’utente è disposto a pagare e quanto è veramente in grado di giudicare oggettivamente il valore delle prestazioni ricevute? la gente è onesta fino a questo punto? ma sopratutto il “pay what you like” potrà mai diventare un modello di business per le imprese turistiche? Tutte queste domande le faremo direttamente a Bruno Pedra, country manager di atrapalo Italia, che sarà ospite del BTO il 16 Novembre a Firenze. Vi lascio con questo simpatico video pubblicato sul canale youtube di Atrapalo.
“Immagini di prenotare una vacanza, trascorrerla e, al ritorno, decidere quanto vuoi pagarla?







21 nov , 2009 at 17:47
[...] like” e si sono invece ritrovati con una lezione di marketing… In qualche modo nel post che avevo scritto prima del Bto avevo già delineato la situazione, sono uno dei pochi che non è [...]