Dis-parity rate!
Passo intere giornate a comparare ed analizzare tariffe , devo presto trovarmi un passatempo migliore , prima però devo riuscire a comprendere alcune strane dinamiche… La politica tariffaria è senza dubbio uno dei fattori più “mistici” del marketing mix alberghiero, e se per me risulta difficile capire alcune situazioni, non voglio proprio mettermi nei panni dell’utente.
Come sicuramente sapete tutti gli operatori on-line vincolano gli alberghi al rispetto di una particolare clausola chiamata parity rate:
L’hotel dichiara di fornire al “portale” le migliori tariffe di mercato o comunque di non avere mai un prezzo superiore a qualsiasi prezzo reperibile su qualsiasi canale, ivi compreso il sito istituzionale della struttura“.
In poche parole l’albergatore dovrebbe garantire le stesse tariffe su tutti i canali sul quale è distribuito compreso il proprio web site. Una pura utopia anche perchè non avrebbero ragione di esistere i vari Trivago, Kayak, Hotelscombined etc ; Un vincolo che non è particolarmente amato dagli albergatori che difficilmente riescono a mantenere una perfetta parity rate come ci conferma anche un indagine di Xotels pubblicata qualche mese fa da Robi Veltroni su officina turistica, secondo la quale anche i più blasonati alberghi del mondo non riescono a tenere sotto controllo le tariffe su i diversi canali.
Per me il concetto di rate parity non deve essere visto come un appiattimento dell’offerta ma come una diversificazione della stessa, una camera uguale può essere venduta con condizioni diverse a prezzi diversi.
Devo dire che in questo senso il vincolo della parity rate ha stimolato molto la creatività degli hotel manager, sono diverse le “strategie” che in tanti adottano per aggirare la clausola in modo da ottimizzare la gestione delle tariffe e dei margini , e sopratutto in modo da eludere i controlli delle OLTA.
Es. : Vendita di pacchetti promozionali, vendita camere con servizi aggiuntivi, modifica descrizione tipologie camere, vendita con diversa politica di cancellazione, vendita camera non rimborsabile… etc Potete appronfondire il discorso leggendo questi due interessanti post di booking blog uno e due .
Il discorso che voglio affrontare è invece molto più banale, perchè l’errore più grave è purtroppo sempre lo stesso, vendere camere a tariffe più alte sul proprio sito web rispetto alla stessa camera venduta attraverso i portali. Proprio ieri ho prenotato una camera in riviera romagnola ( dove dicono che gli operatori sono abbastanza svegli! ) tramite una OLTA ad una tariffa (nessuna promozione, offerta e/o condizione particolare) di quasi il 20% più bassa rispetto a quella offerta attraverso il sito web ufficiale, nonchè da quella che mi è stata proposta dopo aver inviato una mail di richiesta informazioni.
Ma perchè non garantire la miglior tariffa sul canale diretto attraverso il proprio web site?
Io credo che in particolare siano 4 gli errori più comuni che determinano una disparity rate sul canale diretto:
- Sito web statico e non facilmente aggiornabile
- Booking engine obsoleti, macchinosi e non aggiornati
- Personale al ricevimento non abbastanza preparato riguardo la politica tariffaria dell’albergo
- Scarsa comunicazione tra il revenue manager (sopratutto se quest’ultimo è un consulente esterno) e il personale operativo dell’ albergo.
E voi cosa ne pensate?
So che questo argomento riesce ad avviare interessanti discussioni, quindi a voi i commenti…



