e tu, ti fidi ancora del gufo?

Le recensioni on-line sono ormai un fattore determinate nei processi d’aquisto degli utenti e quando parliamo di recensioni non possiamo fare a meno di citare tripadvisor, community di viaggiatori con 50 milioni di recensioni e contributi su oltre 450 mila strutture nel mondo.

Tripadvisor ormai costantemente al centro di polemiche, alimentate spesso dagli albergatori che da un lato temono e sono quasi spiazzati da questo potente strumento nelle mani dei loro ospiti e dall’altro chiedono giustamente di essere tutelati dall’utilizzo eticamente scorretto e distorto a cui la community si presta.

Recentemente alcuni studenti della Cornell University hanno addirittura elaborato un algoritmo , una sorta di macchina della verità (pura fanscienza a mio parere), in grado di riconoscere e stanare le review fasulle, un sistema che a detta loro potrebbe una volta per tutte  porre fine alla tanto dibattuta questione delle recensioni false.

In effetti tra le black hat degli albergatori c’è l’acquisto di pacchetti di recensioni o la diffusa pratica di richiedere a collaboratori, amici e/o parenti l’inserimento di commenti positivi rispetto alla propria struttura, pratiche che violano la policy d’utilizzo della community e non costituiscono quasi mai un reale vantaggio nel medio lungo termine  nella costruzione di una solida brand reputation.

Il successo del modello tripadvisor a mio parere, è basato sopratutto sulla fiducia. Fiducia che  chi consulta le recensioni ripone nei confronti delle opinioni di utenti che hanno soggiornato realmente in una struttura e descriveno la loro esperienza positiva o negativa.

Ma se questa fiducia venisse meno?

Le tante polemiche, la poca trasparenza di tripadvisor rispetto all’agoniata questione delle false reviews, il conflitto d’interessi con la proprietà (expedia), sono tutte situazioni che destabilizzano il meccanismo e creano non pochi dubbi negli utenti che continuano a consultare le reviews ma iniziano anche a riflettere sulla reale autenticità delle stesse.

Io consulto tripadvisor spesso sia per lavoro che per uso personale, ho notato che ultimamente è diventato sempre più difficile farsi un idea precisa delle strutture recensite, questo perchè la maggior parte delle ultime reviews sono quasi sempre positive.

A mio avviso oggi ridursi a consultare le recensioni o il ranking su tripadvisor non ci garantisce assolutamente nulla, la reputation  va inquadrata in un discorso più complesso considerando diverse fonti e diversi fattori  (brand, tariffa, caratteristiche, classificazione, recensioni olta, recensioni tripadvisor e affini,  forum, conversazioni social ).

Leggevo oggi che secondo un recente sondaggio realizzato da Phocuswright su commissione di tripadvisor stesso, l’83% dei partecipanti consulta tripadvisor regolarmente o sempre prima di prenotare un hotel, mentre il 98% dei partecipanti considera le recensioni su tripadvisor un accorato resoconto di esperienze realmente vissute.

Concludo questo post ponendoti una domanda , ma tu ti fidi ancora del gufo?

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