Facebook: Ecco quanto costa non esserci…

Non hai ancora la pagina corporate del tuo albergo su facebook?

Tranquillo ci pensa booking.com

L’altro giorno stavo scambiando alcune opinioni con un amica, responsabile commerciale di un importante gruppo alberghiero emiliano, che mi diceva appunto come nel loro ufficio sarebbe davvero importante una figura che si occupasse solo ed esclusivamente del web, non avendo loro il tempo per questo tipo di attività, un hotel internet specialist insomma, che andrebbe a sostituire o a supportare il lavoro (non sempre efficacissimo…:)!) fatto da agenzie esterne …

Infatti proprio facendo una veloce analisi, tra le solite “cose” (nessuna risposta alle recensioni, seo, etc) scopro una cosa davvero molto interessante, effettuando una ricerca in facebook per la keyword nome albergo + località o anche solo nome albergo mi vengono fuori alcune strane pagine con la seguente description : “nome hotel, località, nazione, su booking.com” , cliccando su uno di questi risultati si viene rispediti alla scheda dell’hotel su booking.com. In pratica l’hotel in questione non è presente su facebook però ricercando attraverso il motore di ricerca interno mi viene restituito un link alla scheda hotel di booking.com

Stai navigando, pensi di entrare nella pagina facebook dell’albergo  e invece vieni rispedito alla scheda dell’ hotel su booking.com.  In un primo momento pensavo che il motore di ricerca interno di facebook non trovando la pagina ufficiale dell’albergo restiuisse i risultati provenienti dalla sua piattaforma di advertising, infatti questi risultati compaiono solo se l’albergo non ha una sua pagina corporate, ma antonello maresca e arturo salerno (Web travel marketing magazine team) mi facevano notare che in questo caso c’entra qualcosa il nuovo protocollo Open graph di facebook.

L’Open Graph Protocol consente di integrare le vostre pagine web nel grafico sociale. Una volta che le pagine diventano oggetti nel grafico, gli utenti possono connettersi come fanno con le fan page di Facebook . Sulla base dei dati strutturati forniti tramite il protocollo grafico aperto (OGP), le pagine appaiono nei profili degli utenti, nei risultati di ricerca e, nelle news feed.
Per trasformare le pagine web in oggetti grafici, è necessario aggiungere OPG attraverso i tag ed il pulsante like come per le pagine web. I tag consentono di specificare informazioni strutturate sulle vostre pagine web. Più informazioni fornite, più opportunità che le vostre pagine web possono avere maggiore visibilità all’interno di Facebook. Per trasformare le pagine web in oggetti grafici, è necessario aggiungere i metadati di base alla vostra pagina web.

da facebook developers

Utilizzando gli open graph, una sorta di meta dati, Facebook indicizza in stile motore di ricerca le pagine esterne dopo che un utente compie un’azione tramite il suo principale social plugin, il “Mi piace”. In pratica quando effettuate una prenotazione con booking.com avete la possibilità allo step finale di condividere su facebook la vostra azione.

Quindi mentre facebook, in continua evoluzione,  diventa sempre più OPEN, in tanti rimangono ancora chiusi e poco attenti a quello che gli sta succedendo intorno… e mentre le on-line travel agency sfruttano al massimo tutti i canali web per incrementrare le prenotazioni  gli albergatori vedono ancora nei social network una semplice perdita ti tempo…:)!

Concludo con una citazione di  Robi “Mackenzie” Veltroni che ho letto qualche giorno fa in un post  su Officina Turistica Non ti chiedere quanto costi esserci. Preoccupati di quanto ti costerà non esserci stato!

9 comments

  1. Ciao Fabrizio, uno spunto interessante per il giorno di Ferragosto. Grazie.

  2. Si tratta di una grande verità, ma sai gli albergatori hanno altro a cui badare e non perdono tempo con il marketing.

    Ciao e buona giornata.
    Giuseppe

  3. bel post Fabrizio, non conoscevo questo dettaglio.
    lo linkero’ sicuramente
    ciao :)

  4. Bravo Fabrizio, non mi ero accorto di questa furbata…

    Il tuo post conferma la sempre crescente aggresività delle Olta, che ormai cannibalizzano ogni canale web con operazioni di questo tipo.

    Altra tecnica molto utilizzata da Booking è quella di effettuare campagne sem, ovvero i pay per click di google adwords, creando annunci che appaiono sui motori di ricerca con il nome specifico dei vari hotel affiliati.

    Le olta cercano di intercettare il cliente anche quando quest’ultimo prova ad andare sul sito diretto e gli albergatori che non si tutelano presidiando il web vengono buypassati alla grande.

    Un’altra lezione che dovrebbe servire da lezione, svegliaaaaa!

  5. Complimenti Fabrizio per il post! hai condiviso una tua personale esperienza mettendo a conoscenza un particolare molto interessante! Come detto in precedenza da Enrico le OLTA stanno “cannibalizzando” ….!
    a presto

  6. Ottima segnalazione, anche io non l’avevo notato!

  7. Grazie a tutti raga mi fa piacere aver trovato una così ampia condivisione… un giorno forse riusciremo a farli ragionare… :) !

    @ Enrico Sono daccordo con te su adwords poi è un discorso a parte…pagare da 0.50 a 1 euro per uscire con il mio brand name è davvero assurdo…

    @ Giuseppe mi fa piacere vederti sul mio blog ho scoperto di recente il tuo hotelmarketingstrategico e lo trovo molto interessante…

    @Armando trovarmi un commento qui sul mio blog il giorno di ferragosto è qualcosa che vale doppio…:)!

    @Nelli grazie mille…;)!

  8. giuliana

    credo che in Italia purtroppo, in particolare in ambito alberghiero, specialmente dalla Lombardia in giù, ci sia la tendenza a “tirare avanti” in maniera approssimativa, sottovalutando la possibilità di realizzazione del massimo potenziale della struttura ricettiva.
    Investire in una corretta strategia di marketing potrebbe aiutare prima di tutto ad avere degli obiettivi consapevoli, che tengano conto di tutte le variabili del settore, e a realizzarli in maniera efficacie.
    Si tratta però di investire in denaro e risorse umane per un risultato inizialmente non certo e questo spaventa e viene ritenuto un rischio in termini di perdita di soldi e perdita di tempo.
    Si va alla velocità della luce senza però essere adeguatamente attrezzati, si viaggi a occhi chiusi.
    Per questo una figura professionale come “hotel internet specialist” non può fare altro che ottimizzare qualsiasi iniziativa commerciale, riducendo l’enorme spreco di energie che purtroppo è tipico quando non si lavora in maniera strutturata e mirata.
    Una figura professionale sicuramente nuova, che potrebbe destare il sospetto di una nuova moda americana…ma sono convinta che se iniziasse ad essere contemplata nel nostro ” piccolo” mondo alberghiero potrebbe fare gola a tanti albergatori fino a diventare quasi la regola.
    Tutto può sempre cambiare e perchè no..migliorare
    Grande Fabri, hai tutta la mia stima. T.v.b.

  9. Grazie di tutto Giuliana… spero di rivederti presto… ;) !

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